Lettura ad alta voce

Reading a glowing fantasy book

Questo post parlerà di lettura ad alta voce e darà anche suggerimenti e strumenti utili per tale approfondimento.

Non tutti sanno quanto sia benefica la lettura ad alta voce. E ancora forse non tutti sanno che fino all’invenzione dell’oggetto libro, tutti i racconti e le storie erano tramandate per la maggior parte a voce.

Può sembrare strano nell’epoca in cui tutti possono scrivere qualcosa, che i libri prima erano soprattutto scritti per essere letti in assemblee pubbliche. Basti pensare ai testi sacri di Ebraismo e Cristianesimo. Questi sono scritti non tanto per persone che potevano leggerle (molti erano gli analfabeti) ma perché potessero ascoltarli. Ed erano scritti in un modo particolare per favorire l’ascolto e la memorizzazione delle frasi principali e per una migliore memorizzazione delle scene migliori.

Ecco anche perché erano molto importanti i lettori bravi e i posti con acustiche perfette.

La nascita del libro stampato e quindi di maggiore divulgazione fu una grande benedizione favorendo una maggiore diffusione del sapere e una maggiore possibilità per tutti di leggere e scrivere. Tuttavia questa meravigliosa invenzione finì per mettere in secondo e anche terzo piano la lettura ad alta voce.

Ecco perché oggi noi diciamo che la lettura è un atto solitario ed individuale. Ed è anche bello così. Però all’inizio così non era.

Ma perché è così importante riscoprire l’arte di leggere ad alta voce?

Per prima cosa leggere ad alta voce presuppone che chi legge per gli altri abbia già letto il testo e lo abbia interiorizzato. E questo è già un arricchimento per tutto il genere umano.

La lettura ad alta voce poi favorisce l’ascolto. Non puoi chiedere al lettore di turno di ripetere la lettura. Ne di tornare indietro. Ovviamente se stai usando un audiolibro questo è diverso. Saper ascoltare è un Dono oggi molto raro eppure quanto mai necessario. Ascoltare l’altro, gli altri ci aiuta ad ascoltare prima di tutto e più di tutto noi stessi e la nostra interiorità. E di questo oggi ne abbiamo estremo bisogno..

Ma soprattutto leggere ad alta voce chiama in causa l’organo più misterioso ed affascinante che possediamo: il cervello.

Mentre ascoltiamo una storia, il lato sinistro del cervello e il lato destro iniziano a funzionare contemporaneamente ed in modo armonioso. Quello sinistro analizza il senso delle parole. Quello destro invece inizia ad integrarle con le emozioni vivendole ed elaborandole. Ecco perché ascoltare una buona lettura ad alta voce è un prezioso aiuto per la nostra parte cognitiva.

La voce, le intonazioni, le pause sono tutti elementi – insieme ad altri – che aiutano il nostro cervello ad elaborare i dati, ad immaginarsi le scene e ad identificare ed identificarsi nei personaggi. Si sviluppa la nostra immaginazione che è un vero toccasana per il nostro cervello. Questa cosa era così intuita ed importante che alcuni autori quali Dickens e Twain scrivevano in modo tale che i loro libri potessero essere soprattutto letti ad alta voce.

Altro importante aspetto della lettura ad alta voce, soprattutto nei bambini piccoli, è la relazione che continua a costruirsi tra il bambino ed il genitore che legge la fiaba o il racconto. Oltre ovviamente alla capacità del bambino stesso di avere da subito una familiarità con vocaboli nuovi e la possibilità di vedere l’oggetto libro e il concetto di libro come qualcosa di piacevole e di positivo.

E’ fondamentale dare sempre la percezione che leggere sia una cosa piacevole e mai un dovere. Per i doveri ci sarà tutta la vita.

Ovviamente le indicazioni che stiamo dando in questo articolo non riguardano solo o principalmente i bambini ma anche i ragazzi, gli adolescenti, i giovani e gli adulti ed anziani. La lettura ad alta voce ha poteri su tutte le persone. Sarebbe infatti urgente ed importante che non solo nelle scuole ma anche nelle case di riposo e negli ospedali e nelle case di cura si iniziasse a praticare la lettura ad alta voce. Un piccolo momento di benessere e distrazione per coloro che non possono più leggere ma che magari ne hanno bisogno o necessità.

Sono convinto che leggere ad alta voce possa essere un validissimo strumento per avvicinare i “non lettori” o i “lettori deboli” che hanno la percezione che leggere sia noioso e faticoso. Del resto non è vero che “siamo nati per leggere” ma possiamo certamente imparare questo piacevole modo di rapportarci al mondo e a noi stessi.

Non sono infatti impressionanti le folle di persone che sono accorse in questi anni nelle piazze o nelle chiese per ascoltare i vari Benigni o Sermonti che leggevano Dante? Oppure le folle di studenti che affollano teatri di 800 posti per ascoltare Alessandro D’Avenia che legge e parla di libri?

Tutto il sapere e la cultura passa attraverso lo strumento del libro. Questo può avere varie sfaccettature (cartaceo, elettronico, audio) l’importante è salvaguardare l’esperienza della lettura e il sapere e le idee che da esso possono nascere.

Civiltà democratiche e aperte sono società che leggono molto e tramandano tale prassi come qualcosa di importante. Il dialogo e il futuro di questo pianeta affondano le radici nella cultura che decideremo di scegliere e che tramanderemo.

Per approfondire questo tema ho pensato di raccogliere qui di seguito alcuni link che possono esservi utili per l’approfondimento.

Resto a disposizione per ulteriori informazioni o chiarimenti.

Alessandro Lauro

Perché leggere di più ad alta voce

Perché leggere ad alta voce

I benefici della lettura ad alta voce

La lettura ad alta voce

L’arte di leggere ad alta voce

STRUMENTI:

Come fare lettura ad alta voce

Lettura ad alta voce e le sue tecniche

Come leggere ad alta voce ai bambini

 

Un video per incoraggiarci a non mollare:

Rocco Schiavone per l’estate

Non ero – e forse non sono – un grande amante del genere giallo/noir. E questo fino a quando non ho incontrato le parole di Antonio Manzini e soprattutto il suo super ed unico personaggio, il vicequestore Rocco Schiavone.

Durante i miei anni di lettore avevo provato diverse volte ad addentrarmi nel genere ma dopo qualche capitolo rinunciavo. Nel migliore dei casi arrivavo verso la fine o terminavo con la promessa di non riprovarci più.

Ma come spesso capita, ci sono momenti nella vita in cui hai bisogno di incontrare il personaggio giusto. Quel tipo di personaggio capace di farti compagnia durante il giorno anche quando non leggi. Non so se vi è mai capitato.

E’ come un amico segreto che con le sue parole e le sue azioni fa compagnia, incoraggia, ispira, suggerisce pensieri e azioni.

Tutto questo ed altro ancora è Rocco Schiavone e la sua storia e le sue avventure in quel di Aosta e Roma.

E quindi con piacevole sorpresa che appresi che buona parte delle storie di Manzini sono diventate fiction con attore principale Marco Giallini, attore unico e bravissimo. Questo autunno dovremmo vederli in tv.

Suggerisco vivamente la lettura di Antonio Manzini e dei suoi libri. Non sono banali e la storia del personaggio di Schiavone pone in qualche modo delle riflessioni che interessano tutti noi.

Il nostro rapporto con il passato. I sensi di colpa. Il senso della giustizia. Il limite dell’etica. Il coraggio di osare. La professionalità e l’onestà. Temi che non sempre appartengono al vicequestore ma che in qualche maniera fanno altrettanto parte del suo personaggio.

Insomma io ve li consiglio tutti. Fanno bene al cuore e all’animo soprattutto se abbiamo scarsa autostima.

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Come cambia il nostro modo di leggere nell’era digitale

libri e social

Vivere nell’era digitale è un fatto.

Viverci bene è ancora un ulteriore possibilità.

Posto qui di seguito il link ad uno degli approfondimenti Rai fatto al recente festival di Spoleto.

Godiamocelo e confrontiamoci.

Ecco il Link

Bilioterapia: la cura dei libri

lettura prato

Oltre a curare disturbi d’ansia, depressivi e del comportamento alimentare, il libro può curare i casi di dipendenze, di patologie psichiatriche, oncologiche, neurologiche, fino al trattamento del bullismo.

Stiamo parlando del potere della bilioterapia e della sua funzione medicamentosa per una corretta crescita dell’individuo. In Italia ad occuparsi di bilioterapia è la psicologa e psicoterapeuta Rosa Mininno che per prima ha introdotto la tecnica del libro come cura dei disturbi della psiche, ideando dieci anni fa il primo sito italiano dedicato all’argomento. Non solo, la dottoressa ha anche fondato la prima scuola italiana di bilioterapia, del Libro, della Lettura e delle Arti, S.I.B I.L.L.A., che ha sede a Tivoli con cui promuove attività di formazione e di divulgazione. Abbiamo voluto contattarla per aiutarci a capire meglio cosa sia la biblioterapia, quali ambiti ricopra e quali patologie curi.

Cos’è la biblioterapia?

La Biblioterapia è una tecnica integrata in Psicoterapia che utilizza il libro e la lettura scelta di saggi, romanzi, teatro, poesia nel trattamento dei disagi psicologici, ma in una seconda accezione è anche una tecnica formativa ed educativa.

Un libro può essere considerato terapeutico alla stessa stregua di un medicinale?

La lettura di un libro specifico, scelto, nella biblioterapia è inserita nel contesto terapeutico, nella relazione tra il paziente e lo psicoterapeuta. La partecipazione del paziente è attiva, dinamica, creativa, non passiva. In questo contesto si rivela la sua valenza terapeutica, ma a differenza dei farmaci, qui viene stimolata e richiesta una elaborazione dei contenuti e delle emozioni emersi. Il ruolo della consapevolezza è fondamentale.

In quali casi si usa la biblioterapia e per curare quali tipi di disturbi?

Nata negli Stati Uniti all’inizio del 1900, diffusa nelle Americhe, ma anche in Europa, in particolare nel Regno Unito e in Spagna. Si è dimostrata utile, ad esempio, come hanno descritto alcuni studi internazionali, nel trattamento dei disturbi d’ansia, nei disturbi depressivi di lieve e media entità, nei disturbi del comportamento alimentare, nelle dipendenze, nelle patologie psichiatriche, oncologiche, neurologiche, nell’autoaiuto, nel trattamento del bullismo, nei processi educativi e formativi.

Quale spazio occupa la biblioterapia nel più ampio discorso della “Salute”?

Uno spazio importante. L’O.M.S. l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la Salute come un equilibrio dinamico tra gli aspetti fisico, psichico e sociale, non semplicemente come assenza di una qualsiasi patologia fisica o psichica. Questo concetto implica il ruolo fondamentale della Cultura e della crescita psicologica e sociale del singolo e della collettività, soprattutto in merito alla prevenzione. Leggere buoni libri aiuta le persone a sviluppare capacità critiche, cognitive, affettive, empatiche, relazionali; aiuta a sviluppare migliori capacità espressive, aumenta la conoscenza, sviluppa cultura nel tessuto sociale. Leggere è una palestra di vita. Nelle narrazioni si possono riscontrare analogie con la propria storia e vissuti empatici con i personaggi e con le loro storie

Per sottoporsi alla cura biblioterapica occorre essere buoni lettori? Come si comporta l’esperto nei confronti di chi non ama molto la lettura?

Certamente essere dei buoni lettori favorisce il raggiungimento di obiettivi terapeutici condivisi o di obiettivi educativi e formativi, ma non è necessario essere lettori forti. L’amore per la lettura può svilupparsi con la consapevolezza che leggere non è soltanto un arricchimento linguistico, ma prima di tutto un arricchimento personale, psicologico, culturale. Chi non ama molto la lettura viene stimolato a farlo, magari leggendo insieme, anche ad alta voce, e riflettendo su brani significativi scelti dal terapeuta o anche dal paziente.

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Chi può ricevere le cure dai libri?

La Biblioterapia può essere diretta agli adulti, ai bambini, agli adolescenti, agli anziani , al singolo, ai gruppi in psicoterapia, nella clinica, in ambito riabilitativo, occupazionale, nella prevenzione e in contesti diversi: strutture sanitarie, studi professionali, comunità, case di riposo, scuole, librerie e biblioteche, associazioni ecc. Può attivare sinergie e circoli virtuosi nel tessuto sociale. Il libro e la lettura sono potenti strumenti di cambiamento ed aiutano il singolo e i gruppi a sviluppare abilità empatiche, sociali, affettive e cognitive. La lettura apre la mente a nuovi pensieri, a nuove emozioni, a nuove architetture, a nuovi spazi.

Chi è il biblioterapeuta?

Il biblioterapeuta, nel caso della biblioterapia applicata in clinica, nella psicoterapia, è uno Psicologo Psicoterapeuta o un Medico Psicoterapeuta formato a questa tecnica. Perciò che riguarda la seconda accezione della biblioterapia, quella educativa e formativa, il biblioterapista, usiamo questo termine per distinguerlo dagli psicoterapeuti che praticano la biblioterapia, può essere un altro Operatore socio sanitario, un docente, un libraio, un bibliotecario, altri soggetti che, comunque, si attivano nel tessuto sociale per stimolare la nascita di circoli culturali virtuosi

Lei ha fondato il primo sito dedicato al tema della biblioterapia in Italia. Quali riscontri ha ottenuto?

Ho fondato Il mio sito www.biblioterapia nel 2006, esattamente dieci anni fa. I riscontri sono stati molto positivi, molto interesse per la biblioterapia e per gli effetti benefici della lettura sul cervello e sulla persona.

Come diffondere la cultura della biblioterapia?

Le iniziative possono essere diverse: conferenze, workshop, corsi, laboratori, gruppi di biblioterapia, interviste, rassegne letterarie in contesti diversi come nelle librerie, nelle biblioteche, nelle scuole, nelle strutture socio-sanitarie, negli ospedali, nelle case circondariali

Ci sono scuole in Italia per diventare specialisti di biblioterapia?

Nel gennaio 2015 ho fondato S.I.B i. L.L.A. la prima Scuola Italiana di Biblioterapia, del Libro, della Lettura e delle Arti. Anche questa scuola di formazione è la prima del genere in Italia. Possono accedervi tutti coloro che intendono formarsi a questa pratica per applicarla nel loro lavoro o per conoscenza personale. Come il sito www.biblioterapia.it, S.I.B I.L.L.A è la prima scuola in Italia dedicata alla biblioterapia, al libro, alla lettura come strumenti di crescita psicologica e culturale . Sul sito e sulla pagina Fb “ Biblioterapia e Salute“ si possono leggere i programmi della scuola e tutte le notizie correlate.

Cos’è un libro per Rosa Mininno?

Il libro è un buon compagno di viaggio nel percorso di tutta la vita.

Eva Bonitatibus

Fonte: www.goccedautore.it

Il libraio consiglia

Oggi desidero consigliare, per questa estate inoltrata, i libri di Antonio Manzini che hanno come protagonista il vice-questore Rocco Schiavone.

Devo dire che Manzini ha avuto ed ha, il merito pregevole di aver creato un personaggio unico nel suo genere. Tenebroso ma non banale e soprattutto molto profondo nel suo rapporto con il drammatico recente passato.

Eh si, perché il vice-questore, romano ma trasferito ad Aosta, ha un passato che lo tormenta e rende la sua grande professionalità molto affascinante.

Non ero un amante del genere giallo/noir ma Manzini con i suoi libri me ne ha fatto innamorare.

I suoi libri creano dipendenza. Si vuol sapere sempre di più, come una fiction che termina con molti punti irrisolti….

Esperienza di lettura

Editoria-Digitale-sito

Internet è una grande invenzione. Su questo credo che non possiamo dissentire. E’ uno strumento potentissimo che ha rivoluzionato le nostre vite. E continuerà a farlo. Uno strumento appunto. E come tale può essere usato bene oppure abusato.

Non è vero che con internet si legge e si scrive di meno. Al contrario si legge e si scrive molto di più. Quello che sta cambiando è il “come” si sta leggendo.

La rete privilegia la brevità, la velocità, la sinteticità. E questo sta minando alle basi quella che era (è?) la nostra capacità di lettura “classica”, cioè quella capace di andare in profondità.

Un tempo si chiamava lettura lenta o lettura profonda. In realtà si chiama ancora così ed è importante che questa pratica resti ancora valida e che sia tramandata.

Ma cosa significa lettura lenta? Proviamo ad elencare alcuni elementi elementari e basici per poter parlare di lettura lenta.

  • Per prima cosa significa prendersi del tempo. Per cosa? Innanzitutto per andare in qualche libreria (fisica o digitale) per scegliere il libro che maggiormente ci attrae. Qualsiasi genere di testo va bene, purché ci attiri o meglio susciti in noi qualche emozioni e lo sentiamo nostro.
  • Altra cosa importante per poter parlare di lettura lenta è la possibilità di munirsi di carta e penna e di un taccuino per appuntare frasi, citazioni, pagine. E anche di una buona matita per poter appuntare ai margini del testo le proprie sensazioni ed opinioni.
  • Molti mi chiedono: quante pagine bisogna leggere? Di solito consiglio sempre di leggere quelle che ci si sente. A volte possono essere 20, altre 5, altre ancora 100. E’ sempre molto soggettivo e dipende sempre da molti fattori interiori ed esteriori.
  • Altra domanda che a volte mi viene fatta: quando leggere? Possibilmente ogni giorno. Bisogna dare costanza soprattutto quando la voglia è poca. Spesso capita che si acquisti un libro con molto entusiasmo e che lo si inizi a leggere con altrettanta passione. Poi si interrompe e il giorno seguente tutta quella passione sembra svanita. In realtà non è così, è solo assopita e per riattivarla va semplicemente ripreso in mano il libro e iniziare a fare una delle cose più semplici di questo mondo: leggere. Il resto verrà da sé. Dare costanza è anche un’ottima disciplina per lo spirito.

Questi sono gli elementi basici, primitivi per poter iniziare a parlare di lettura lenta e profonda. Una piccola arte che al tempo del digitale rischia di scomparire e con essa la preziosità del concetto di libro, sia esso di carta o digitale.

Voi che esperienza avete di lettura?

Salviamo la lettura

books

Questo non è un post lamentoso. Il lamento non solo spegne determinati neuroni ma soprattutto serve a poco o nulla.

Sappiamo benissimo lo stato dell’editoria italiana e forse anche mondiale. La crisi c’è ma voglio vederla come un’opportunità e non solo come un ostacolo.

Per questo penso che una delle urgenze di questo momento sia quello di riscoprire l’arte di leggere. L’avvento (benedetto) di internet e del digitale oltre che apportare enormi vantaggi porta con sé anche innegabili disfunzioni.

Basta farsi un giro in qualche autobus o qualche metropolitana per vedere persone chine sui propri smartphone super iperconnessi. Per carità, nulla di male o di illegale. La tecnologia è benvenuta quando può facilitare la vita delle persone. Bisogna però essere sempre attenti e saper vigilare.

 

Eh si, perché credo sia un dato quasi innegabile che oramai siamo tutti così iperconnessi che il nostro capo sta assumendo forme strane di incurvatura verso il basso. Non siamo più in grado di guardare un apesaggio mentre viaggiamo in treno. Né tanto meno siamo capaci di incrociare gli sguardi delle persone mentre camminiamo. Al massimo riusciamo a scontrarci perché intetni a digitare sul nostro computerino da viaggio.

Ma al di là di queste semplici riflessioni, direi che abbiamo un nemico più importante da combattere: la disattenzione da lettura. Alcune ricerche recenti confermano che l’uso frequente di tablet o smartphone creerebbero difficoltà di concentrazione su testi più lunghi e leggermente più complessi. E questo perché se è vero che da un lato leggiamo e scriviamo molto di più (sms, chat, messenger, post etc etc…) è altrettanto vero che quello che leggiamo è anche molto più sintetico, semplice e veloce.

Paradossalmente questo comporta una seria difficoltà a stare da soli senza distrazioni con quest’oggetto importante che è il libro. Sia esso di carta o elettronico, poco importa.

Fateci caso. Riuscite a ritagliarvi una mezz’ora di lettura senza che siate tentati di andare a sbirciare sul vostro social preferito? Riuscite a ritagliarvi un’ora del vostro prezioso tempo per leggere da soli senza avere la tv in sottofondo, il cellulare vicino, il pc a portata di sguardo? Se almeno uno delle vostre risposte è NO, allora credo che bisogna iniziare a re imparare a leggere.

Molti penseranno: “ma io so leggere benissimo”. E non lo metto in dubbio. Ma leggere in profondità è cosa molto diversa dal leggere superficialmente e tanto per riempire il tempo. Il che già sarebbe una grande cosa ma visto che orami diventa difficile anche concludere un libro di 120 pagine, ritengo necessario salvare la lettura.

Personalmente credo che non sia neanche necessario leggere tanti titoli durante un anno. Se ne possono leggere anche pochi, precisi, ben indirizzati ma letti bene.

Cosa intendo con letti bene? Certamente non sono io la persona deputata a giudicare se una persona sappia leggere o meno. Ma certamente una lettura profonda e non banale può apportare maggiori benefici di una lettura fatta tanto per farla.

Leggere in profondità significa:

  • Trovare uno spazio e del tempo per SCEGLIERE il PROPRIO testo.
  • Trovare uno spazio e del tempo precisi per LEGGERE alcune pagine del proprio testo.
  • Avere accanto a sé una matita e un taccuino – o la possibilità di sottolineare e annotare su un ereader – per poter annotare, sottolineare e RISCRIVERE le frasi che maggiormente colpiscono.
  • Trovare tempo e spazio per FARSI INTERROGARE dal testo e lasciar DEPOSITARE dentro di sé le domande suscitate e abbozzare delle risposte.
  • Leggere il testo e prendere coscienza delle reali caratteristiche dei vari personaggi. Indagarli, scoprirli creando nelle propria mente l’immagine che l’autore vuole trasmetterci.
  • FARE DEI COLLEGAMENTI con altri testi, magari dello stesso autore o di altri, e lasciarsi ulteriormente sollecitare da questi collegamenti.
  • Provare a guardare la realtà con gli occhi dei protagonisti che maggiormente ci colpiscono.
  • Provare, se lo si ritiene utile, ad immedesimarsi nelle situazioni che la lettura offre e vivere in sicurezza determinate emozioni e/o situazioni e trarne una soluzione personale

Questo e molto altro ancora è per me la lettura lenta e profonda. Un qualcosa di artigianale, corporeo con il testo e non un semplice usa e getta nella migliore delle ipotesi attuali.

I libri possono restarci dentro e possono essere un valido aiuto e supporto per la vita di tutti i giorni. Per rendere possibile questo bisogna investire tempo ed energie. Il guadagno in termini di creatività e benessere interiore e crescita interiore è garantito.

Ma pensate sia possibile questa lettura se siamo sempre circondati da connessioni?

Che ci leggiamo oggi? 3 libri di saggistica

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2 Aprile 2016.
Cielo grigio, almeno dalle mie parti, ma caldo. Il peggio che si possa avere per un fine settimana.
Magari questo stato metereologico e l’assenza di pioggia ci spingono ugualmente fuori casa e in un bel parco o in un posto tranquillo possiamo dedicarci ad una delle nostre attività preferite: leggere.

Propongo alcuni titoli.

  1. “Dio e il suo destino” di Vito Mancuso ed. Garzanti. E’ l’ultima opera, corposa, del teologo siciliano trapiantato a Milano. Mai banale e mai scontato, Mancuso si interroga sull’uso e sulla necessità dell’esistenza ancora oggi del concetto di Dio inteso nelle sue varie sfaccettature. E’ ancora necessario? come viene declinato? serve veramente? quali sono i danni che ha provocato e provoca? e soprattutto: i benefici ci sono? Molto interessante la parte destruens e altrettanto intrigante quella costruttiva che andrebbe sempre aggiornata in quanto sono certo provochi molti dibattiti quando viene presentato il libro. Consigliato a chi non si accontenta di risposte facili e a chi ha aneliti di infinito.
  2. “Destra e sinistra addio. Per una nuova declinazione dell’uguaglianza” di Maurizio Pallante, ed Lindau. Un testo molto attuale che parte dallo studio attuale della ormai quasi identificazione dei programmi di destra e sinistra in Italia, e che analizza la genesi storica di tali termini in Europa e il loro sviluppo nel corso dei secoli con pregi e difetti. Ma l’analisi interessante del professore, fondatore del movimento per la decrescita felice, è che oramai sia destra che sinistra hanno lo stesso obbiettivo: la crescita infinita in un mondo finito. E perseguono tale scopo con modelli oramai sorpassati dalla storia, quindi non proponendo nulla di realmente valido per uscire dalla crisi finanziarie e soprattutto tenendo fuori il vero attore principale: il pianeta terra. Solo un decrescita selettiva del prodotto interno lordo, accompagnato da politiche illuminate, potranno invertire la rotta disastrosa che abbiamo intrapreso. Consigliato a chi ama la politica seria e bella e a chi ama l’ambiente e ne vuole sapere di più con professionalità.
  3. “Nessuna ferita è per sempre” di Raffaele Morelli, ed. Mondadori. Morelli lo conosciamo tutti. O lo ami o lo contesti. Personalmente mi piace il suo modo di approcciarsi ai problemi e mi fido della sua esperienza trentennale. Certamente non esiste solo il suo metodo e solamente il suo non sarà valido, ma vi leggo nei suoi scritti una profonda saggezza antica che abbiamo smarrito. Del resto è lui stesso che lo dice talvolta: non credo di aver inventato nulla, attingo e metto in pratica quello che già i saggi di tutti i tempi e luoghi insegnavano a se stessi e agli altri. Nessuna ferita è per sempre è un libro che parla del dolore e della sua funzione importante e non permanente nella vita delle persone. Un libro che provoca ma che indica anche delle strade concrete e pratiche per provare ad uscirne giorno dopo giorno. Un piccolo toccasana. Consigliato a chi necessita di una carezza e a chi ha bisogno di ritrovare fiducia in se stesso, nonostante il buio.

 

Per oggi suggerisco questi tre saggi. Spero vi piacciano e spero ne troviate giovamento. Per qualsiasi informazione o confronto potete usare l’email o la pagina fb.

 

Leggere, la miglior terapia per il cervello

Lo si intuiva da tempo, la scienza oggi lo conferma; le buone letture stimolano il cervello e ti aiutano a capire meglio il mondo che ti circonda e quello che pensano gli altri…

Leggere, la miglior terapia per il cervello

È risaputo che leggere “faccia bene” ma non si sapeva ancora che la lettura può essere considerato un vero e proprio “ tonico” per il sistema nervoso. In particolare, leggere buoni romanzi è un potente stimolo per il cervello poiché attiva molte reti di neuroni, diverse a seconda del contenuto emotivo e visuo-spaziale evocato dal contenuto del testo. È emerso da un recente studio realizzato da ricercatori americani e canadesi, che hanno sottoposto alla Risonanza Magnetica Funzionale (una tecnica che permette di vedere quali aree del cervello si attivano svolgendo un certo compito) alcuni volontari mentre leggevano brani tratti da romanzi, biografie o riviste.

 

Il cervello ci fa vivere “realmente” quel che leggiamo!

La lettura sembra attivare, il cosiddetto “Default Network”, ossia la rete di neuroni che genera quel pensiero “ondivago” tipico della mente a riposo. E’ interessante come a seconda di ciò che si legge, si attivano solo alcuni circuiti della rete: ad esempio brani che descrivono persone e pensieri attivano la corteccia cerebrale prefrontale mediale, nella zona anteriore del cervello; brani a contenuto più fisico attivano i lobi temporali mediali e il giro temporale mediale anteriore.Il nostro cervello si attiva grazie agli input provenienti dalla lettura e ci porta ad immedesimarci in quello che leggiamo come se lo stessimo realmente vivendo.  Non solo: leggendo si verifica nel tempo un vero e proprio incremento delle abilità di comprensione delle relazioni sociali,  della capacità di intuizione dei sentimenti dei pensieri e delle reazioni propri ed altrui, quindi in generale dell’empatia.

Leggere allunga la vita

Più si va avanti con l’età, più bisognerebbe “allenare” il cervello con buone letture, come racconta Richard Smith, ex direttore del British Medical Journal, che oggi ha 63 anni e cura un blog molto seguito, il cui ultimo post è dedicato proprio ai benefici della lettura. “A parte le persone a cui voglio bene, le cose più importanti per me sono leggere, scrivere, ascoltare musica, passeggiare, ammirare le opere d’arte” spiega Smith. A sostegno delle sue idee cita uno studio pubblicato sul Journal of Gerontology, che ha dimostrato come chi legge tutti i giorni vivrebbe più a lungo rispetto a chi non lo fa.

Fonte: Riza.it

I migliori 6 libri per iniziare a star bene con se stessi

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Star bene con se stessi è tutta la partita. Se si fallisce questa allora tutto crolla.

Mi sono sempre chiesto se le circostanze esterne potessero sempre o maggiormente condizionare la vita delle persone. Mi sono risposto e cerco di rispondermi che questo è si possibile ma che non sempre è l’ultima verità o la verità.

Certamente esistono particolari contesti nei quali le influenze ambientali sono così forti e performanti che possono condizionare la crescita e lo sviluppo della persona.

Resto tuttavia convinto che è dentro di noi che vanno ricercate le risposte e soprattutto le risorse per andare avanti nella vita.

E' dentro di noi che troviamo le risposte che cerchiamo Condividi il Tweet

La società in cui viviamo invece, ci sollecita continuamente a cercare fuori di noi le risorse e le sicurezze di cui apparentemente abbiamo bisogno.

Una vita come tutti quanti gli altri. Un matrimonio come vuole il mondo. Una bella casa come ha la stragrande maggioranza delle persone. Un buon lavoro, possibilmente fisso e soprattutto redditizio. Una bella famiglia. Una bella auto e magari una moto. Questo ed altro sono alcuni dei parametri per cui una vita è degna di essere chiamata tale.

Eppure c’è qualcosa che non torna. Perché anche quando vi sono molte cose materiali nella vita delle persone, queste non garantiscono la felicità delle stesse. E’ un discorso certamente non nuovo questo, eppure sempre attuale e sembra difficilmente risolvibile.

Io sono convinto che la chiave di tutto, la vera rivoluzione sia spostare l’attenzione dell’esterno all’interno. Solo così può cambiare tutta la partita. Se inseguiamo sempre qualcosa che arriva dall’esterno – sia esso qualcosa di materiale o un aiuto – saremo sempre destinati a perdere.

L’unica vera risorsa che mai ti tradirà sei tu stesso.

Puoi fidarti di te stesso. Condividi il Tweet

E’ importante quindi conoscere i propri codici interiori, valorizzare il proprio talento e perseguirlo. Dare voce alla propria intima natura.

Ma come farlo? Non sono un guru e nemmeno un santone. Se avessi queste risposte sicuramente sarei l’uomo più ricercato al mondo e anche il più ricco con ogni probabilità.

Quello che posso offrire è la competenza del mio mestiere, il libraio, che suggerisce letture che possano aiutare a star bene con se stessi e a crescere interiormente per realizzare se stessi.

Alla fine i libri servono a questo: a trovare o meglio ad aiutarci a trovare la nostra strada di casa. E quando si torna a casa si è sempre più sereni e felici.

Ora desidero fare un regalo a tutti coloro che hanno resistito nella lettura fino a qui. Voglio elencare i migliori 6  libri per iniziare a orientare lo sguardo nella propria interiorità. Sono libri molto pratici dove ognuno di voi potrà trovare abbondante materiale per iniziare a trarre benefici quotidiani. Tutti i libri che elenco sono stati da me letti e sperimentati e ne ho tratto giovamento. Sono libri molto ricchi di pensieri profondi e allo stesso tempo pratici perché stimolano a prendere contatto con la propria essenza. Non vi è niente di più concreto della propria anima.

Siete pronti? buona lettura.

  1. Meditazione for dummier di Bodian Stephan ed Hoepli
    IMPARATE A: CONOSCERE TECNICHE DI MEDITAZIONI EFFICACI. SVILUPPARE LA VOSTRA PRATICA DI MEDITZIONE PERSONALIZZATA. MEDITARE PER RIDURRE LO STRESS, CRESCERE DAL PUNTO DI VISTA SPIRITUALE E MIGLIORARE SALUTE E BENESSERE. 3A EDIZIONE.
  2. Il codice dell’anima di James Hilman ed. Adelphi
  3. La pace è ogni respiro di Thich Nath Hann ed. Lindau
  4. Spegni il fuoco della rabbia di Thích Nhất Hạnh ed. Oscar Mondadori
  5. Il Miracolo della presenza mentale. Di Thích Nhất Hạnh ed. Astrolabio Ubaldini Editore
  6. Il piccolo libro della mindfulness. Rallenta, respira, libera la mente. Di Tiddy Rowan. Ed. Tea
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